Appalti, ecco cosa cambia con i correttivi

Appalti, ecco cosa cambia con i correttivi

Dopo un anno di sperimentazione, il Nuovo Codice degli Appalti è stato sottoposto al previsto “tagliando” di verifica, che è servito a correggere il tiro su alcune delle criticità e delle problematiche emerse nel corso di questi primi dodici mesi di applicazione, frutto anche della necessità di varare il corpus normativo entro la deadline del 18 aprile 2016, termine ultimo per il recepimento delle tre direttive comunitarie in materia di contratti pubblici.

Le correzioni al primo giro di boa

Come ricordato anche negli approfondimenti del sito appaltitalia.it, il più aggiornato quotidiano sul mondo degli appalti, la spinta alla riforma derivava infatti sia dalle richieste degli operatori del mercato di una maggiore trasparenza che dall’esigenza di adeguarsi alla normativa europea; fattori a cui si aggiungeva il peso dei casi di cronaca giudiziaria legati a scandali di vario tipo, diffusi in tutto lo Stivale (e purtroppo ancora recentissimi, come si scopre quasi ogni settimana attraverso le inchieste delle varie Procure italiane).

Evitare di ricreare il groviglio

Ma la velocità non è stata una buona consigliera e dunque è stato inevitabile ricorrere all’emanazione di alcune linee guida e decreti attuativi, così come peraltro previsto anche nella stessa Legge Delega: in dettaglio, parliamo di 131 articoli che vengono modificati, in maniera alle volte anche rilevante. Un lavoro molto duro, che deriva anche dal confronto con la precedente normativa che regolava gli appalti pubblici, composta da un “corpus iuris” di oltre 660 articoli, un vero e proprio groviglio normativo che non consentiva una facile applicazione delle procedure né per le stazioni appaltanti né per concorrenti, imprese e professionisti del settore.

Le prime modifiche

In particolare, i nuovi cambiamenti più consistenti approvati lo scorso mese riguardano gli affidamenti diretti sotto i 40 mila euro: il ricorso a tale strumento è possibile ora anche senza il riferimento all’adeguata motivazione e senza confronto concorrenziale tra due o più operatori economici, prima obbligatorio.

Le principali novità

Modificata anche la definizione del sistema di rating d’impresa: nella versione originale del Codice si prevedeva l’introduzione di un sistema obbligatorio che serviva appunto a qualificare gli operatori economici, suscitando però molte perplessità anche da parte di Anac. Il correttivo rivede la posizione, introducendo la possibilità di ottenere il rating su base volontaria per ricevere effetti premianti nella valutazione dell’offerta.

Correzioni importanti

Importante anche la correzione attuata nel settore degli acquisti “green”, in cui si parla finalmente di appalti sostenibili: grazie alle nuove norme, tutti e tre i principali fattori chiave dello sviluppo sostenibile (ovvero quello ambientale, quello economico e quello sociale) saranno inclusi negli appalti pubblici, attraverso l’introduzione di un obbligo di applicare i criteri ambientali minimi tout court, senza valutazione della percentuale del valore a base d’asta. Altre modifiche poi riguardano l’innalzamento del tetto pubblico per il partenariato pubblico e privato, che dovrebbe permettere a questo strumento di decollare definitivamente, e la conferma del vincolo al 20% di utilizzo dell’affidamento in house per le concessionarie.

Il giudizio dell’Ance

Interventi che sono valutati in chiave sostanzialmente positiva dal presidente dell’Ance, Gabriele Buia, che in una nota ha sottolineato il merito di “legislatore e istituzioni” di aver lavorato con grande impegno al correttivo, adottando “molte soluzioni positive che vanno nella direzione da noi auspicata di una maggiore efficienza del sistema dei lavori pubblici”. Tuttavia, anche i costruttori ritengono che ci siano ancora spazi di correzione, in particolare per garantire la trasparenza del settore: in questo senso, va eliminato “il criterio del massimo ribasso che non può e non deve essere utilizzato dalle amministrazioni per aggiudicare le gare in quanto esiste il metodo antiturbativa”, che potrebbe essere la risposta alla giusta esigenza di trasparenza, celerità e regolarità alle procedure.

Authored by: Marco Basile

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