Facebook e il testamento social

Facebook e il testamento social

Prima di lasciare questo mondo tanti uomini, più o meno facoltosi, fanno testamento per l’eredità dei beni materiali. Nel caso dell’economia dell’immateriale non è mai stato contemplato un testamento. Per questo i contatti, i commenti, le foto e tutte le altre tracce della nostra vita sui social potrebbero finire nel dimenticatoio. Facebook ha pensato anche, mettendo a disposizione una nuova opzione, che permette all’utente di scegliere un “contatto erede”. In altre parole, l’utente, prima di lasciare questo mondo, potrà selezione il proprio caro (un amico o un familiare) che si occuperà di gestire il suo profilo post morte. L’opzione è complementare con un’altra funzione di Facebook presente dal 2009: l’account commemorativo.

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Come procedere?

  1. Quando si è ancora in vita, bisogna selezionare uno o più contatti che dovranno occuparsi del profilo dopo il decesso
  2. Facebook, a quel punto, invia una richiesta ufficiale ai contatti slezionati, i quali saranno liberi di accettare o meno la richiesta
  3. Una volta che il “contatto erede” avrà accesso al profilo, avrà a disposizione alcune funzioni particolari come la scrittura di un epitaffio celebrativo in cima alla pagina, la possibilità di modificare la foto di copertina e quella del profilo e l’accettazione di nuove richieste di amicizia.
  4. Nel caso in cui il defunto lo abbia autorizzato, il contatto erede può scaricare tutte le foto, i post e le informazioni che l’utente morto ha condiviso quando era in vita.

Nel caso in cui l’utente decidesse che il suo profilo non debba continuare dopo il trapasso, a quel punto è possibile chiedere a Faacebook la cancellazione del profilo con tutti i dati, proprio come avviene con Google Plus. Al momento tutto ciò è possibile soltanto negli Stati Uniti ma presto questa funzione arriverà anche in Europa dove diventerà una questione dibattuta perché il testamento 2.0 rientra nell’alveo del trattamento dei dati sensibili, uno dei punti dolenti di Facebook e di tanti altri social network.

Scritto da: Claudio Ianniello

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