Radio Kids: debutta a giugno la radio per i bimbi targata Rai

Radio Kids: debutta a giugno la radio per i bimbi targata Rai

Arriva Radio Kids, la radio targata Rai dedicata ai più piccoli. La fascia d’ascolto, infatti, è quella di età compresa tra i 2 e i 10 anni. Una radio digitale, da ascoltare in streaming e totalmente priva di pubblicità, on air dal prossimo 12 giugno.

 

Intrattenimento ma anche informazione a misura di bambino

Alla guida del nuovo canale Rai, fruibile via digitale, satellite, web e app, ci sarà Gianfranco Noferi. A definire più nel dettaglio le caratteristiche del nuovo prodotto che entra nella famiglia di mamma Rai è il direttore di Rai Radio, Roberto Sergio: “Cureremo il nuovo canale radio in coordinamento con la direzione Rai Ragazzi. Avrà dei break informativi grazie alle testate del Giornale Radio, pillole di educazione civica, con un’attenzione speciale ad ambiente, bullismo e affettività tra bambini e bambine. I piccoli saranno coinvolti in prima persona”.

 

I piccoli hanno voglia di informazione

La radio dedicata ai più piccoli avvierà la sua programmazione tra poco più di un mese e sposerà del tutto le linee guida dei canali tv Rai dedicati ai bambini, come Rai Gulp. Per restare aggiornati sulla programmazione televisiva dedicata alla fascia d’età under 10, Rai e non solo, è possibile consultare il blog dedicato kids.screenweek.it.
Ma perché la scelta di puntare sull’informazione? Perché i piccoli hanno fame di informazione.

 

Lo studio De Agostini Editore

È quanto emerge dal recente studio “I bambini devono sapere: il ruolo della corretta informazione oggi sul target dei nativi digitali”, promosso dai canali tv del gruppo De Agostini Editore (Super!, DeA Junior e DeAKids) e realizzata dall’istituto di ricerche Tips. I piccoli, secondo i risultati, risultano spesso disorientati dalla mole di notizie trasmesse dalla tv: immigrazioni, terrorismo, guerre. La volontà di conoscere nasce dal bisogno di essere rassicurati. Dai genitori prima, ma non solo.

 

Il perché dello studio

La ricerca nasce dalla volontà del direttore dei canali tv Massimo Bruno di indagare i risultati della totale assenza di spazi informativi dedicati ai più piccoli, dopo la chiusura nel 2004 del telegiornale Rai GT Ragazzi. “Abbiamo tutti il dovere di informare correttamente i bambini – spiega Bruno – che, in un mondo così socialmente complesso, sono bombardati da immagini e notizie scioccanti. Dobbiamo dare loro degli strumenti per contestualizzare gli avvenimenti”.

 

I risultati

Lo studio è stato condotto su un campione di 150 bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. I risultati parlano chiaro: il 97 per cento di loro ha voglia di sapere. Perché? Le risposte sono diverse. Per il 60 per cento del campione, infatti, la conoscenza consente di capire meglio la situazione riducendo le incertezze e quindi la paura. Il 53 per cento, invece, a questa domanda ha risposto «perché così posso evitare il pericolo».

 

Le paure dei bambini

La ricerca prova a rispondere anche alla domanda: quali sono le principali paure dei più piccoli? Prima di tutto il terremoto. Un fenomeno noto a tutto il campione, che preoccupa il 60 per cento di questo e che viene percepito come un pericolo grave. A seguire c’è il terrorismo, noto al 97 per cento dei bambini intervistati. A preoccupare di più è l’imprevedibilità del fenomeno. Tra i fatti di cronaca nera c’è grande preoccupazione per i femminicidi, fenomeno che per i bambini non trova una spiegazione razionale. La guerra spaventa ma non è vista come un pericolo imminente, solo il 19 per cento del campione, infatti, la considera vicina.

 

E l’immigrazione?

Il 41 per cento dei bimbi conosce il fenomeno e lo sente vicino ma non ne è spaventato. L’immigrazione, infatti, preoccupa solo il 4 per cento del campione. “Sintomo che le nuove generazioni, abituate alla convivenza nelle scuole, sono più inclusive di noi”, aggiunge il direttore Bruno.

Scritto da: Marco Basile

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