Il segreto della caffettiera napoletana

Il segreto della caffettiera napoletana

Napoli è famosa nel mondo per il suo caffè e la caffettiera napoletana è stata la macchina per prepararlo fino all’arrivo della moka. A differenza del caffè del bar, la caffettiera napoletana offriva un caffè più lungo e leggero, molto simile a quello americano. Il segreto sta nella preparazione, scopriamo perché.

Le caratteristiche del caffè napoletano doc

Per ottenere il caffè è necessario eseguire le seguenti operazioni:

1. Usare caffè macinato, molto fine, per la caffettiera napoletana
2. Riempire la caldaia dell’acqua fino a mezzo centimetro sotto al forellino.
3. Riempire il filtro del caffé (abbondante) compattandolo  con un cucchiaino e praticare un piccolo foro in superficie.
4. Mettere sul fuoco e portare all’ebollizione l’acqua per 3/4 minuti circa.
5. Girare la caffettiera dal forellino fuoriescono un po’ d’acqua quando bolle.
6. Ruotare la macchinetta in un solo colpo afferrando la caffettiera per i due manici.
7. Dopo la rotazione, chiudere il beccuccio col “coppetiello”, un piccolo cono di carta di giornale che serve a preservare l’aroma del caffè durante il filtraggio
8. Assaporare il vero caffè napoletano.

Il caffè e la cultura napoletana

La bevanda fa parte dell’immaginario collettivo partenopeo, tanto da essere citata da artisti del calibro di Eduardo De Filippo, che nella commedia teatrale Questi Fantasmi dice: “Sul becco io ci metto questo “coppitiello” di carta … il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico non si disperde. Come pure … prima di colare l’acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno, … nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, … in modo che, nel momento della colata, l’acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo”. Anche il cantautore genovese Fabrizio De Andrè, nella canzone Don Raffaè, cantava “Ah, che bellu cafè, sulo a Napule ‘o sanno fa” a dimostrazione del fatto che l’aroma napoletano fosse talmente buono da essere comunicato attraverso il linguaggio della musica.

Authored by: Claudio Ianniello

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