Tagli alla Cultura, Storia di uno spettacolo non programmato e di un sipario calato in fretta.

Soffocata, tradita e violentata. La Cultura in Italia, ogni giorno, subisce contraccolpi sempre più duri e difficili da parare. La manovra finanziaria ed il Maxiemendamento ne sono la dimostrazione. Il settore più colpito è lo Spettacolo. Gli artisti, che dovrebbero rappresentare la parte nobile del nostro Paese, sono considerati dai vertici politici come delle zavorre da sganciare da una barca che va ormai alla deriva. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati, il taglio alle Regioni è pari a 4 miliardi di euro per il 2011 e a 4,5 miliardi per gli anni successivi; i tagli alle province arrivano a ben 300 milioni di euro solo l’anno scorso e a 500 milioni quest’anno.

Ovviamente ne sono previsti altri, di pari entità negli anni successivi. Per il Comuni il taglio arriva fino ad 1 miliardo nel 2011 e, addirittura, a 2 miliardi e mezzo quest’anno. Bisogna aggiungere, inoltre, i 50 milioni di euro l’anno subiti dal Ministero dei beni culturali in qualsiasi tipo di attività che riguarda la cultura. Uno scandalo se pensiamo che più della metà del patrimonio artistico – culturale è ubicato proprio in Italia. Il taglio secco all’Ente teatrale italiano, secondo le stime, ha comportato un “risparmio” per le casse dello Stato di ben 164.671 Euro.

Stendiamo un velo pietoso sui tagli selvaggi che da più di due anni investono il Fondo per l’editoria. Purtroppo, il progetto di porre in essere una gara per le frequenze digitali è stato insabbiato già da un pezzo. Così come i 2 miliardi circa che tale iniziativa, se fosse stata messa praticamente in atto, avrebbe portato alle casse dello Stato. Ben 220 mila i posti a rischi o nel settore dello Spettacolo. Ridotti o completamente tagliati, palcoscenici di prestigio come il Cinecittà Luce, il Teatro La Fenice di Venezia e il festival delle letterature di Mantova, vivono alla giornata. Il Teatro Regio di Torino, ad esempio, pur portando alle casse dello Stato, ogni anno, 40 miliardi di euro, ben il 2,6% del Pin Nazionale. In soli due anni il finanziamento al mondo dello Spettacolo è colato a picco, raggiungendo il – 43,52%.

Il taglio alla Cultura è sceso di ben il 30%. A rischio per i tagli la bibliomedioteca e la Juniorchestra del Teatro Santa cecilia di Roma. E i precursori della cultura cosa pensano di tutto questo? Matteo Procuranti, ispiratore e cuore pulsante del Teatro Blanca di Massa, su tale argomento, spiega: «Per quanto ci riguarda i tagli non rappresentano un problema in modo diretto, nel senso che la nostra compagnia è indipendente e ormai abbiamo smesso di chiedere finanziamenti pubblici o altro, tanto – aggiunge amaro – siamo abituati a lavorare senza aiuti.

Quello che sicuramente sta cambiando le cose è invece la ricerca dell’ autonomia economica dei comuni – continua – nel senso che se lo Stato smette di erogare fondi ai comuni, smette di occuparsi di questa o quella questione e chiede ai sindaci di trovare da soli le risorse necessarie all’amministrazione. Dal canto proprio, i sindaci che non hanno fantasia chiaramente si sentono costretti a tagliare le uscite, ma come al solito non toccano gli stellari stipendi dei dirigenti o il loro numero, ma i servizi.

Noi lavoriamo nel Comune di Massa – conclude – in cui non vi è un teatro,in quanto 2 sono stati chiusi per inagibilità e l’ex cinema Garibaldi è stato trasformato in una sala piccola e poco funzionante, e neppure un cinema, 15 anni fa c’enerano 5, e l’assessorato alla cultura, quest’anno è senza portafoglio, quindi, basta immaginare il risultato» Stessa musica per Giuseppe Cozzolino, presidente dell’associazione partenopea “Mondo Cult” : « Non so proprio cosa siano gli aiuti e le assistenze – sorride amaro – il problema fondamentale è che quello di cui ci siamo occupati (fumetto, letteratura e cinema in genere, noir e fantasy in particolare) è un settore talmente distante da quelli che in Italia e in Campania sono considerati “interessi vitali” dell’attività culturale, che non c’erano nemmeno i presupposti per chiedere. La produzione della mia webseries Legends è riuscita ad ottenere solamente una location per alcune riprese del nostro progetto audiovisivo».

Avv. Maria Anna Filosa

 

 

Authored by: Mutart

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