Il Giorno della Memoria non è solo una data sul calendario. È un momento per fermarsi, guardarsi intorno e ricordare chi ha sofferto. Spesso, però, quando si parla di Olocausto, resta in ombra una parte importante della memoria: quella delle persone LGBT perseguitate dal nazifascismo.
Uomini gay, lesbiche e persone considerate “devianti” o “asociali” venivano rinchiuse nei campi di concentramento e marchiate con simboli precisi. Il triangolo rosa, diventato oggi simbolo di ricordo e resistenza, è stato per loro un segno di persecuzione e dolore. Per molti, poi, la liberazione non ha significato libertà: hanno continuato a vivere nel silenzio, senza riconoscimento, spesso ancora criminalizzati. Ricordare oggi queste storie significa dare voce e dignità a chi è stato cancellato due volte: prima dalla violenza, poi dall’oblio.
Napoli e una memoria che torna visibile
A Napoli, la memoria delle vittime LGBT prenderà forma venerdì 30 gennaio con l’installazione di una targa dedicata ai triangoli rosa e neri. Il triangolo rosa serve a ricordare gli uomini omosessuali deportati, mentre il triangolo nero riguarda le donne “asociali”. L’iniziativa, intitolata “MEMORIE”, è organizzata da Antinoo Arcigay Napoli, insieme a Keshet Italia e Discovery Queer, presso la sede di Arcigay Napoli. Alle 16:00 sarà installata la targa, seguita alle 17:00 da un dibattito aperto con le associazioni, un momento di dialogo tra comunità queer e comunità ebraica. Questo gesto simbolico rende visibile ciò che troppo spesso resta dimenticato e trasforma la memoria in un atto di resistenza civile. In una città viva e complessa come Napoli, queste iniziative ricordano che i diritti non sono mai scontati e che conoscere il passato serve a proteggere il presente.
Memoria come responsabilità civile
Il Giorno della Memoria ha anche un valore educativo riconosciuto dalle istituzioni. Il Ministero dell’Interno sottolinea l’importanza di questa ricorrenza per promuovere una cultura dei diritti umani e del rispetto, soprattutto tra le nuove generazioni (approfondimento disponibile sul sito istituzionale).
Affiancare la memoria istituzionale a quella delle comunità rende il racconto più onesto e completo, senza esclusioni comode.
Informarsi è già un atto di memoria
La memoria non vive solo nelle cerimonie ufficiali. Vive anche nell’informazione, nel modo in cui le storie vengono raccontate e condivise.
Se vuoi conoscere altre iniziative sociali e politiche della comunità LGBT di Napoli e d’Italia, puoi visitare Radio Pride, un portale di informazione sulla cultura gay, queer e LGBT che racconta eventi, temi e battaglie con uno sguardo diretto e radicato nella realtà.
Un portale di informazione sulla cultura gay, queer e LGBT come Radio Pride non serve solo a informare: crea connessioni, rompe il silenzio, dà spazio a voci che troppo spesso restano ai margini.
Una targa per non dimenticare
Il Giorno della Memoria ci riguarda. Ricordare anche le vittime LGBT significa scegliere una memoria più giusta, che non semplifica e non esclude. Significa riconoscere che la libertà di oggi è fragile e va difesa ogni giorno, anche attraverso la cultura e l’informazione.
La memoria non è solo ciò che ricordiamo del passato. È il modo in cui decidiamo di stare nel presente.