Soprano: una voce al femminile

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di Michele Manfredi

Generalmente, quando si parla di soprano, molti immaginano immediatamente una donna formosa in abiti d’epoca che canta parole poco comprensibili.
Ma la realtà è ben diversa: questa figura artistica, infatti, ha subito una notevole evoluzione col passare del tempo e con l’avvicendarsi dei compositori che ne hanno studiato e cambiato la tecnica vocale.

Chi è il soprano?

Il soprano è la voce femminile più acuta e, nella categorizzazione, è seguita dal mezzosoprano e dal contralto. Questa distinzione è basata principalmente sull’anatomia delle corde vocali, che variano da persona a persona per larghezza, lunghezza ed elasticità, determinando, così, una diversa frequenza delle vibrazioni al passaggio dell’aria ed una differente capacità di raggiungere determinate tonalità.

Il soprano, oltretutto, si divide in sottogruppi, anche questi determinati dalla tecnica, delle capacità personali e dal ruolo da interpretare: non essendo una divisione rigida, però, esistono numerosi cantanti che sono classificati in più di una di queste tipologie. Un esempio lampante è Maria Callas che, nella sua carriera, ha interpretato ruoli estremamente diversi tra loro.

I tre sottotipi principali

La voce sopranile si divide in tre principali sottotipi: soprano leggero, soprano lirico e soprano drammatico.

Il primo è caratterizzato da una voce leggera e squillante.
È una figura nata tra il 1700 ed il 1800: dunque, in un periodo in cui il teatro era ancora fortemente elitario, nobile e con una forte influenza barocca. Questo è dimostrato dalla predilezione per arie virtuose volte a stupire il pubblico.
La cantante dell’epoca concentrava i suoi studi sul fiato e sulla mobilità del palato molle e di labbra e zigomi per riuscire ad eseguire i sovracuti.

Le caratteristiche principali del secondo sottotipo, invece, sono la padronanza delle note corpose e degli acuti, sostenute da un timbro deciso.
Il periodo d’oro del soprano lirico fu nell’epoca pucciniana e verdiana, in cui si iniziava a richiedere una figura che stesse sul palco non solo come ottima cantante, ma anche come attrice, in modo tale da trasmettere al meglio le emozioni al pubblico: insomma, una vera e propria performer.

Infine, il terzo sottotipo è, senza alcun dubbio, la voce più rara e particolare. Le sue peculiarità sono il timbro potente – capace di estendersi alle note gravi (solitamente fino al La) – e una grande potenza diaframmatica.
In scena, solitamente, è un personaggio tragico ed ammaliante, con note lunghe ed intervalli difficilmente intonabili.

Infine, c’è una figura intermedia di soprano: quella del lirico drammatico; è caratterizzato dalla potenza del soprano drammatico, oltre che da teatralità, disperazione e musicalità.
Basti pensare ai grandi personaggi romantici come ToscaMadama Butterfly.

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