La storia dietro “Caruso” di Lucio Dalla

La storia dietro “Caruso” di Lucio Dalla

di Chiara Scaramella

“Io non posso fare a meno, almeno due o tre volte al giorno, di sognare di essere a Napoli. Sono dodici anni che studio tre ore alla settimana il napoletano, perché se ci fosse una puntura da fare intramuscolo, con dentro il napoletano, tutto il napoletano, che costasse 200.000 euro io me la farei, per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni”.

Da queste parole di Lucio Dalla, indimenticabile cantautore bolognese, si riesce a percepire il forte legame dell’artista con Napoli, che lui stesso definiva la sua città d’adozione.

La nascita della canzone “Caruso”

È proprio nei pressi del capoluogo campano, al quale Dalla era così affezionato, che nacque la canzone “Caruso“, uno dei suoi più famosi capolavori.

Ma da dove era nata l’ispirazione?

Come descrisse in un’ intervista, l’autore si trovava a navigare con la sua barca nelle acque tra Capri ed Ischia quando un guasto al timone lo costrinse a chiamare un suo amico: il proprietario dell’hotel Excelsior Vittoria di Sorrento. Dopo essere stato trainato in acque sicure, Lucio Dalla passò la notte in albergo, nella stessa suite dove molti anni prima il tenore Enrico Caruso aveva vissuto i suoi ultimi giorni. Durante la sua permanenza, Dalla si nutrì delle storie che camerieri, baristi e altre persone avevano da raccontargli, un po’ sospese, probabilmente, anche tra realtà e leggenda: fu questa atmosfera intrisa di fremito artistico e ricordi nostalgici ad ispirarlo.

Quella sera un altro amico, giù al bar La Scogliera, mi raccontò di un Caruso alla fine dei suoi giorni, innamorato di una giovane cantante cui dava lezioni. Era uno stratagemma per starle vicino ma l’ultima sera, sentendo la morte arrivare, fece portare il piano sulla terrazza e cantò con un’intensità tale che lo sentirono fino al porto. Mi sono inventato la scena dei suoi ultimi momenti, quando pensa alle notti là in America. Era un passaggio che nel 1986, per me che stavo per partire per un tour negli Stati Uniti, aveva un significato importante. Per me quel ‘Te vojo bene assaje‘ messo in quel punto della canzone significava darle il marchio della napoletanità. Da sempre nutro un grande amore per Napoli, per la sua cultura, dalla scrittura alla filosofia fino alle canzoni: è una città che mi ha sempre catturato“.

Questa suggestiva storia, insomma, ha reso possibile la nascita di una delle canzoni più intense ed importanti dei giorni d’oggi che, con un testo criptico ed incantatore, colpisce il cuore di tutti i suoi ascoltatori.

Scritto da: Redazione

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